I Macchiaioli ed i loro estimatori. - Hotel Columbia
Attualmente in mostra al Chiostro del Bramante importanti dipinti dei Macchiaioli, il movimento pittorico italiano della seconda metà dell’Ottocento
Chiostro del Bramante, Macchiaioli, Fattori, Lega, Signorini,
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01 Apr I Macchiaioli ed i loro estimatori.

CHIOSTRO DEL BRAMANTE

I Macchiaioli. Le collezioni svelate.

Fino al 4 settembre, 2016
da lunedì a venerdì 10:00 – 20:00
sabato e domenica 10:00 – 21:00
Aperture straordinarie
Lunedì 25 aprile 10.00 – 21.00
Domenica 1 maggio 10.00 – 21.00
Giovedì 2 giugno 10.00 – 21.00
Mercoledì 29 giugno 10.00 – 20.00
Lunedì 15 agosto 10.00 – 20-00

sito web ufficiale
biglietteria on-line

Vincenzo Cabianca, Il Mattino (Le monachine), 1861-1862, Olio su tela, Istituto Matteucci, Viareggio, Credito fotografico: Viareggio, Istituto Matteucci

Attualmente in mostra al Chiostro del Bramante importanti dipinti dei Macchiaioli, il movimento pittorico italiano della seconda metà dell’Ottocento (1856) e culla di quello che di lì a poco rivoluzionerà il mondo dell’arte: l’impressionismo francese. I Macchiaioli promossero una visione anti-accademica, in contrasto con il Romanticismo, il Neoclassicismo, il Purismo e con l’intento di “rendere le impressioni che ricevevano dal vero col mezzo di macchie di colori di chiari e di scuri”.

L’itinerario espositivo si svolge in sezioni intitolate ciascuna al Mecenate dell’epoca, a volte artista lui stesso, che le raccolse nella propria collezione.

Così nella “galleria privata” di Cristiano Banti, esponente del movimento dei Macchiaioli, troviamo Il Mattino (Le monachine) di Vincenzo Cabianca, Raccolta del fieno in Maremma di Giovanni Fattori e Ritratto di Alaide Banti in giardino (1875 ca.) dello stesso Cristiano Banti.

Giovanni Fattori, Raccolta del fieno in Maremma, 1867-1870, Olio su tela, Collezione privata – Cristiano Banti, Ritratto di Alaide Banti in giardino, 1875 ca., Olio su tavoletta, Collezione privata

13_Casa sul botro ridLa terza sezione racconta la storia di Rinaldo Carnielo, pittore, scultore e collezionista di origine trevigiana che frequentò gli anziani Macchiaioli, legandosi in amicizia a Fattori e a Lega. La sua collezione, una delle più ricche per quantità di opere – circa trecento -, fu dispersa a cavallo tra le due guerre ma oggi è di nuovo possibile ammirarne capolavori come Cavalleggeri in vedetta di Fattori, Casa sul botro e L’ora del riposo di Abbati e La visita in villa (1864) e il Ritrattodi Rinaldo Carnielo di Silvestro Lega.

Giuseppe Abbati, Casa sul botro,
1863 ca., Olio su tavola, Collezione privata

Silvestro Lega, La visita in villa, 1864, Olio su tela, Collezione privata

03_Odoardo Borrani, Cucitrici di camicie rosse (1863), già collezione Edoardo Bruno ridUn imprenditore innamorato della bellezza è dedicata al torinese Edoardo Bruno che fece del primo piano della sua dimora rinascimentale alle porte di Firenze il forziere in cui custodire il suo tesoro: una quadreria composta da centoquaranta dipinti, tra i quali il noto Cucitrici di camicie rosse di Odoardo Borrani – vera e propria icona della pittura macchiaiola – Le gramignaie al fiume di Niccolò Cannicci e Uliveta a Settignano di Telemaco Signorini rimasto sino a oggi inedito.

Il punto di forza della collezione erano, tuttavia, i grandi quadri di Fattori come L’appello dopo la carica, Incontro fatale e Marcatura dei cavalli in Maremma, opere accomunate da un forte dinamismo.

Odoardo Borrani, Cucitrici di camicie rosse,
1863, Olio su tela, Collezione privata

Giovanni Fattori, L’appello dopo la carica, 1895, olio su tela

Le stanze delle meraviglie di un mecenate fiorentino Gustavo Sforni, collezionista, intellettuale e pittore, fu un cultore dell’opera di Giovanni Fattori di cui amò collezionare i piccoli formati, struggenti tavolette dipinte dal vero che amava accostare ai dipinti di arte orientale (in mostra un prezioso kakemono del pittore giapponese Maruyama Ōkyo del 1780 circa), medievale e alle opere di artisti a lui contemporanei come Oscar Ghiglia, Mario Puccini (postmacchiaioli) e Llewelyn Lloyd (divisionista). Per la prima volta, dunque, entreremo in casa Sforni per ammirare opere mai viste di Fattori (Le vedette del 1863-1865, Cavallo sotto il pergolato del 1875-1880 e Ritratto di donna – La rossa del 1882-1885), di Oscar Ghiglia (Ritratto della moglie Isa e Bambina con fiocco rosso, di Llewelyn Lloyd (Paesaggio rosa con figura del 1916), di Mario Puccini (Contadina del 1908 ca.) e rivivere le emozioni estetiche di questo raffinato cultore d’arte.

Oscar Ghiglia, Bambina con fiocco rosso, 1911, Olio su cartone e Ritratto della moglie Isa, 1902 ca., Olio su tela, Collezione privata, Credito fotografico: Antonio Quattrone

Nell’ultima delle nove sezioni, Per ricordare Mario Borgiotti e il suo “genio” per i Macchiaioli  incontriamo l’occhio conoscitore e l’anima del  collezionista di Mario Borgiotti: a lui si devono fondamentali pubblicazioni dedicate ai Macchiaioli edite nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento. Seppur successivo non poteva mancare in questo itinerario dedicato ai Macchiaioli e alle collezioni storiche la sua pioneristica figura, attraverso l’opera più eclatante cui Borgiotti ha legato il suo nome, Il Ponte Vecchio a Firenze di Telemaco Signorini

Telemaco Signorini, Il Ponte Vecchio a Firenze,
1878 ca., Olio su tela, Collezione privata