08 lug Vicus Caprarius. La città dell’acqua.

Il Castellum Aquae dell’acquedotto Vergine | vicuscaprarius.com
Nel 1999, a pochi metri dalla Fontana di Trevi, i lavori per la realizzazione di una nuova sala cinematografica offrirono l’occasione per una fortunata campagna di scavo.
L’acqua è senza dubbio l’elemento che caratterizza maggiormente il Vicus Caprarius e il termine “Città dell’Acqua”, comunemente utilizzato per definire il sito, è dovuto proprio alla sua presenza: l’acqua sgorga dal sottosuolo e filtra attraverso le antiche murature in opera laterizia, rivelando inoltre la funzione di alcune delle strutture portate alla luce. Dopo il 123 d.C., infatti, una parte dell’edificio venne trasformata in un grande serbatoio idrico, con una capacità stimata di circa 150.000 litri, da identificarsi con una cisterna destinata alla distribuzione dell’acqua dell’Acquedotto Vergine.
Nelle tre sezioni dell’Antiquarium, l’esposizione dei materiali rinvenuti durante gli scavi, tra cui il celebre volto di Alessandro Helios, completa la visita e contribuisce alla comprensione delle strutture archeologiche. Grazie allo studio dei reperti, infatti, gli archeologi hanno potuto ricostruire la continuità d’uso degli spazi, dall’epoca romana fino ai giorni nostri, e le trasformazioni che li hanno caratterizzati nel corso dei secoli. In un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo, il visitatore può così ripercorrere la millenaria stratificazione di Roma e osservare le testimonianze archeologiche dei grandi eventi che hanno segnato la storia della città.
Le indagini, estese su una superficie complessiva di circa 350 m² e fino a una profondità massima di 9 metri, hanno riportato alla luce un complesso edilizio di età imperiale, importante testimonianza dell’antico tessuto urbanistico della città.
I rinvenimenti sono riferibili a un caseggiato (insula), edificato unitariamente ma articolato in due edifici indipendenti. Questo complesso abitativo, destinato alla residenza intensiva, venne successivamente trasformato, intorno alla metà del IV secolo, in una lussuosa residenza signorile (domus).
Nell’ambito della suddivisione amministrativa della città in quattordici regioni, voluta da Augusto, l’area del Vicus Caprarius era compresa nella VII regio, la Via Lata. In particolare, gli edifici messi in luce sorgevano lungo il tratto urbano dell’antica Via Salaria Vetus che, in corrispondenza delle attuali Via di San Vincenzo e Via dei Lucchesi, assumeva la denominazione di Vicus Caprarius, probabilmente in relazione alla presenza di una aedicula Capraria, luogo di culto dedicato a Iuno Caprotina.

Spatheia, piccolo e medie anfore di produzione africana | vicuscaprarius.com
L’AREA ARCHEOLOGICA DEL VICUS CAPRARIUS
18 min (1,4 km)
Vicolo del Puttarello, 25
+39 3397786192
archeodomani@gmail.com
Da martedì a sabato dale 11:00 alle 17:30
Chiuso il lunedì
sito web ufficiale

Il Cavaedium della Domus | vicuscaprarius.com

Il Castellum Aquae dell’acquedotto Vergine | vicuscaprarius.com – Foto di Andrea Manuti



