{"id":18294,"date":"2026-09-02T08:00:45","date_gmt":"2026-09-02T08:00:45","guid":{"rendered":"http:\/\/hotelcolumbia.com\/?p=18294"},"modified":"2026-09-27T08:40:53","modified_gmt":"2026-09-27T08:40:53","slug":"non-tam-vana-coegit-gloria-quam-rome-veterem-renovare-decorem","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hotelcolumbia.com\/it\/non-tam-vana-coegit-gloria-quam-rome-veterem-renovare-decorem\/","title":{"rendered":"NON TAM VANA COEGIT GLORIA QUAM ROME VETEREM RENOVARE DECOREM."},"content":{"rendered":"<p>[vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221; padding_bottom=&#8221;30&#8243;][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sant\u2019Urbano alla Caffarella, la Casa dei Crescenzi e il Mille a Roma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La chiesa di Sant\u2019Urbano alla Caffarella \u00e8 uno dei pi\u00f9 suggestivi esempi di continuit\u00e0 tra l\u2019architettura romana antica e il Medioevo. L\u2019edificio conserva in larga parte la struttura di un antico tempio romano, costruito nel II secolo d.C. nell\u2019area della propriet\u00e0 di Erode Attico e dedicato alla memoria della moglie Annia Regilla e a divinit\u00e0 del pantheon romano, tra cui Cerere e la diva Faustina. Nel IX secolo il tempio fu trasformato in oratorio cristiano e successivamente dedicato a papa Urbano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua posizione appartata, nella valle della Caffarella, ha probabilmente contribuito alla conservazione di una struttura antica di eccezionale interesse. All\u2019interno, la cella fu decorata con un ciclo di affreschi medievali, con scene della vita di Cristo e figure di San Lorenzo, Sant\u2019Urbano e Santa Cecilia, che costituisce una significativa testimonianza della pittura romana medievale. L\u2019edificio fu poi radicalmente restaurato nel 1634 per volont\u00e0 di papa Urbano VIII Barberini.<\/p>\n<p>Un esempio, per certi versi speculare, di questo rapporto tra l\u2019antico e il Medioevo \u00e8 la <strong class=\"x7amdea\">Casa dei Crescenzi<\/strong>, nel rione Ripa, di fronte al Tempio di Portuno. Costruita tra l\u2019XI e il XII secolo, \u00e8 una rara testimonianza di residenza aristocratica post-antica ancora conservata a Roma. Il contesto urbano nel quale si trova oggi \u00e8 profondamente diverso da quello originario: negli anni Trenta del Novecento gran parte dell\u2019area compresa tra il Teatro di Marcello e la Bocca della Verit\u00e0 fu demolita per la realizzazione della nuova viabilit\u00e0.<\/p>\n<p>La facciata della Casa dei Crescenzi rivela il particolare rapporto che la cultura aristocratica romana medievale intratteneva con l\u2019eredit\u00e0 dell\u2019antichit\u00e0. L\u2019edificio incorpora infatti numerosi elementi architettonici di epoca romana, tra cui volute, lacunari, cornici, frammenti di trabeazione e altri materiali di reimpiego. L\u2019utilizzo di questi elementi non aveva soltanto una funzione decorativa: il richiamo visibile alla grandezza della Roma antica contribuiva a conferire prestigio alla famiglia e alla sua dimora.<\/p>\n<p>Particolarmente significativa \u00e8 l\u2019iscrizione che corre sulla facciata, nella quale il committente dichiara di aver costruito la casa non \u201cper vanagloria, ma per rinnovare l\u2019antico decoro di Roma\u201d. La frase esprime efficacemente quella volont\u00e0 di recupero della memoria e dell\u2019identit\u00e0 romana che caratterizza parte della cultura aristocratica della Roma dell\u2019XI e XII secolo. La casa fu costruita da Nicola, figlio di Crescenzio e Teodora, per il figlio Davide, in una posizione strategica per il controllo dei traffici lungo il Tevere e attraverso Ponte Emilio, l\u2019attuale Ponte Rotto.<\/p>\n<p class=\"x1yc453h xma8rkl xgoqxah xutxfr x1fie51u xgyxj25 x1xobyvs x1elgs31 x1fv8qjw xcy5tzr x1ht4adc xnvauns x1c2l018 x14l7nz5 xuw7688 x1pjt2rx x160d6zm xrxpjvj\" dir=\"ltr\">Questo recupero dell\u2019antico si inserisce nel complesso scenario politico e culturale della Roma del Mille. Tra X e XI secolo la citt\u00e0 fu attraversata da una forte competizione tra il potere pontificio, l\u2019aristocrazia romana e le autorit\u00e0 imperiali, mentre la tradizione della <em>Renovatio Imperii<\/em> promossa dagli Ottoni rafforzava il ruolo dell\u2019impero e il suo rapporto con il papato.<\/p>\n<p class=\"x1yc453h xma8rkl xgoqxah xutxfr x1fie51u xgyxj25 x1xobyvs x1elgs31 x1fv8qjw xcy5tzr x1ht4adc xnvauns x1c2l018 x14l7nz5 xuw7688 x1pjt2rx x160d6zm xrxpjvj\" dir=\"ltr\">In questo contesto, le grandi famiglie aristocratiche romane, tra cui i Crescenzi, acquisirono un ruolo politico di primo piano e rivendicarono ampi spazi di autonomia. Il rapporto con il potere imperiale fu tuttavia complesso e conflittuale: le tensioni tra l\u2019aristocrazia romana, il papato e gli imperatori contribuirono a determinare alcuni dei pi\u00f9 drammatici episodi della storia politica della citt\u00e0 tra X e XI secolo.<\/p>\n<p class=\"x1yc453h xma8rkl xgoqxah xutxfr x1fie51u xgyxj25 x1xobyvs x1elgs31 x1fv8qjw xcy5tzr x1ht4adc xnvauns x1c2l018 x14l7nz5 xuw7688 x1pjt2rx x160d6zm xrxpjvj\" dir=\"ltr\">Sant\u2019Urbano alla Caffarella e la Casa dei Crescenzi rappresentano quindi due testimonianze diverse ma complementari dello stesso fenomeno: da una parte un antico edificio trasformato e conservato attraverso il riuso cristiano; dall\u2019altra una dimora medievale che incorpora deliberatamente frammenti e forme dell\u2019architettura romana. In entrambi i casi, l\u2019antichit\u00e0 non \u00e8 semplicemente un passato da conservare, ma una presenza ancora viva, utilizzata e reinterpretata per costruire la Roma medievale.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;25px&#8221;][vc_single_image image=&#8221;18295&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][vc_empty_space height=&#8221;25px&#8221;][vc_column_text]Il tempio fu edificato dopo il 150 d.C. per volont\u00e0 di Erode Attico, console di origini ateniesi, letterato e amante delle arti, che aveva sposato la nobildonna romana Annia Regilla. La costruzione, probabilmente legata alla memoria della moglie dopo la sua morte, era dedicata a Cerere e alla divinizzata Faustina, moglie dell\u2019imperatore Antonino Pio. Il programma decorativo sembra suggerire il desiderio di associare la memoria di Annia Regilla a quella di Faustina, evocando per la defunta un destino ultraterreno tradizionalmente riservato alla famiglia imperiale.<\/p>\n<p>All\u2019inizio dell\u2019XI secolo l\u2019edificio fu interessato da un importante rinnovamento decorativo. La struttura architettonica e gli stucchi antichi furono in gran parte conservati, mentre le pareti vennero rivestite da un articolato ciclo pittorico, databile all\u2019XI secolo e tradizionalmente riferito a un\u2019iscrizione che ne ricorda il rinnovamento nel 1011.<\/p>\n<p>L\u2019edificio fu successivamente abbandonato e, nel corso del Basso Medioevo, cadde progressivamente in rovina. Nel 1320 l\u2019anonimo autore del cosiddetto Catalogo di Torino registrava laconicamente: \u201cEcclesia S. Urbani, non habet servitorem\u201d, cio\u00e8 \u201cLa chiesa di Sant\u2019Urbano non ha un custode\u201d.<\/p>\n<p>Un nuovo intervento ebbe luogo nel 1634. In quell\u2019occasione furono realizzati il piccolo campanile e un nuovo altare, mentre le pitture medievali furono sottoposte a pesanti restauri. Fortunatamente, la loro testimonianza \u00e8 stata preservata anche attraverso due serie di copie ad acquerello, commissionate dal cardinale Francesco Barberini e oggi conservate presso la Biblioteca Apostolica Vaticana. Le pitture della cripta, invece, sembrano non aver subito interventi significativi in epoca moderna.<\/p>\n<p>In origine, le quattro pareti dell\u2019interno erano interamente decorate. Il ciclo pittorico era organizzato su due registri sovrapposti. Del registro inferiore, probabilmente costituito da una teoria di santi rappresentati frontalmente secondo modelli di tradizione bizantina, rimangono oggi soltanto alcuni frammenti.<\/p>\n<p>Il registro superiore conserva invece trentaquattro pannelli, suddivisi in venti scene del Nuovo Testamento, quattro episodi relativi al martirio di San Lorenzo e di altri santi e dieci scene dedicate alle vite di Sant\u2019Urbano e Santa Cecilia.<\/p>\n<p>Particolarmente significativo \u00e8 proprio quest\u2019ultimo gruppo di immagini, che rappresenta in forma narrativa episodi della vita dei due santi. Si tratta di una testimonianza di grande interesse per la storia dell\u2019iconografia cristiana a Roma: le loro vicende erano state precedentemente rappresentate soprattutto attraverso immagini isolate e ritratti, come quelli conservati nelle catacombe di San Callisto e nei mosaici di Santa Cecilia in Trastevere.<\/p>\n<p>Il ciclo di Sant\u2019Urbano alla Caffarella potrebbe dunque aver avuto un ruolo importante nello sviluppo della tradizione figurativa dedicata ai due santi. \u00c8 tuttavia difficile stabilire con certezza se proprio qui sia nata questa forma narrativa della loro iconografia, poich\u00e9 eventuali precedenti realizzati in altri edifici della Roma medievale potrebbero essere andati perduti.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221;][vc_column][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1790498274232{padding-top: 20px !important;padding-right: 20px !important;padding-bottom: 20px !important;padding-left: 20px !important;background-color: #fcf9f0 !important;}&#8221;]<\/p>\n<h5><span style=\"color: #b59c66;\">LE DOMUS ROMANE DI PALAZZO VALENTINI<\/span><\/h5>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-17690 size-full alignleft\" src=\"http:\/\/hotelcolumbia.com\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Bus-Sign-2243-small.png\" alt=\"\" width=\"16\" height=\"20\" \/>55 min (7 km)<\/p>\n<p>Via Foro Traiano, 84<\/p>\n<p>Da <strong class=\"x7amdea\">Termini<\/strong>, prendere la <strong class=\"x7amdea\">Metro A in direzione Anagnina<\/strong> e scendere alla fermata <strong class=\"x7amdea\">Colli Albani<\/strong>. Da qui \u00e8 possibile proseguire con l\u2019<strong class=\"x7amdea\">autobus 660<\/strong> fino alla fermata <strong class=\"x7amdea\">Appia Pignatelli \/ S. Urbano<\/strong>, nelle vicinanze della chiesa. Il tragitto complessivo con i mezzi pubblici \u00e8 di circa 50\u201355 minuti, a seconda dei tempi di attesa e del collegamento.<\/p>\n<p><strong class=\"x7amdea\">In taxi:<\/strong> la distanza \u00e8 di circa 7 km; il tragitto pu\u00f2 essere molto pi\u00f9 rapido, compatibilmente con il traffico.<\/p>\n<p class=\"x1yc453h xma8rkl xgoqxah xutxfr x1fie51u xgyxj25 x1xobyvs x1elgs31 x1fv8qjw xcy5tzr x1ht4adc xnvauns x1c2l018 x14l7nz5 xuw7688 x1pjt2rx x160d6zm xrxpjvj\" dir=\"ltr\"><strong>Prenotazione obbligatoria <\/strong>allo 060608 (tutti i giorni ore 9.00 &#8211; 19.00).<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La chiesa di S. Urbano alla Caffarella \u00e8 un vero e proprio tempio antico mantenutosi nella sua integrit\u00e0 grazie alla sua trasformazione in chiesa e alla sua collocazione periferica e discreta, lontana dagli sguardi iconoclasti che in varie epoche depauperarono prima la civilt\u00e0 classica e poi alcune forme di culto cristiano.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":18297,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[152,116,100,106],"tags":[146,131,220],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/hotelcolumbia.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18294"}],"collection":[{"href":"https:\/\/hotelcolumbia.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/hotelcolumbia.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/hotelcolumbia.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/hotelcolumbia.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18294"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/hotelcolumbia.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18294\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19685,"href":"https:\/\/hotelcolumbia.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18294\/revisions\/19685"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/hotelcolumbia.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18297"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/hotelcolumbia.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18294"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/hotelcolumbia.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18294"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/hotelcolumbia.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18294"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}